Protect IP Act: la reazione di Google

Logo GoogleE’ stato recentemente presentato al Senato degli Stati Uniti d’America il testo, modificato, del famigerato PROTECT IP Act (acronimo di Preventing Real Online Threats to Economic Creativity and Theft of Intellectual Property).

Come è noto, questo intervento normativo punta a dare un giro di vite alla lotta contro la lesione dei diritti di proprietà intellettuale effettuata tramite Internet.

Diversi sono i punti che fanno discutere. In particolare, la possibilità offerta a ogni soggetto privato portatore di interessi di richiedere all’Autorità Giudiziaria un provvedimento che mira alla chiusura di un determinato dominio utilizzato per violare un diritto di proprietà intellettuale.

Tra le altre cose, il concetto stesso di “dominio illegale” contenuto nel PROTECT IP Act è molto (troppo) ampio, dato che ricomprende non solo quei siti che diffondono specificatamente contenuti illeciti ma anche siti con contenuti assolutamente legali ma che riportano, anche per errore, un link ad un contenuto illecito.

Una disposizione di questo tenore potrebbe portare a conseguenze catastrofiche per gli equilibri di Internet così come noi la conosciamo: cosa succederebbe se una Major agisse nei confronti, ad esempio, di YouTube perchè qualche utente ha uploadato contenuti che ledono i suoi diritti?

Altro punto del disegno di legge molto contestato è quello relativo al ruolo dei motori di ricerca, cui il PROTECT IP Act affiderebbe un ruolo da censori del web in barba ad un principio cardine che ha plasmato l’attuale Internet che è quello della neutralità dell’intermediario-motore di ricerca.

La risposta di Google a questo disegno di legge non si è fatta attendere: Eric Schmidt, executive chairman del gigante di Mountain View ha recentemente dichiarato che “Se ci sarà una legge che obbligherà i DNS fare X e se saremo in disaccordo con essa continueremo a combatterla “. “Se ci sarà una richiesta, non la soddisferemo – ha aggiunto Schmidt – se ci sarà un tavolo di discussione, non vi parteciperemo“.

Si prospetta, quindi, un vero e proprio muro contro muro tra Google e le associazioni, quali RIAA o MPAA, portatrici degli interessi dei detentori dei diritti di proprietà intellettuale. Uno scontro che finirà per determinare l’esistenza e i futuri sviluppi della stessa rete Internet.

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