Decreto Semplificazioni: una P.A. sempre più digitale

Ieri la Camera ha approvato, con 479 voti a favore e 75 contrari, il pacchetto semplificazioni su cui il Governo Monti aveva posto la fiducia. Tra le tante disposizioni ivi contenute, il decreto, che dovrà adesso superare il vaglio del Senato, contiene una serie di importanti novità in tema di digitalizzazione della P.A.

Oltre alle discusse misure in tema di telecomunicazioni, scuole e sicurezza sul posto di lavoro, il D.L. interviene con decisione anche in tema di Amministrazione Digitale.

In particolare i punti più significativi sono quelli relativi a:

Sanità elettronica

L’articolo 47-bis stabilisce che si debba privilegiare ” la gestione elettronica delle pratiche cliniche attraverso l’utilizzo della cartella clinica elettronica, così come i sistemi di prenotazione elettronica […] senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica“. Sarà interessante scoprire come questa disposizione verrà applicata alla luce dei rigorosi provvedimenti del Garante Privacy in tema di eHealth.

Pubblica Amministrazione
A partire dal 1° gennaio 2014, tutte le comunicazioni con le P.A. dovranno avvenire esclusivamente per via telematica o via PEC.

Pagamenti Online
Sanzioni amministrative, tassa sui rifiuti, ticket, ecc.: entre 3 mesi dall’entrata in vigore della Legge, le P.A. saranno obbligate a pubblicare sui siti istituzionali (oltre che sulle tradizionali richieste di pagamento) i codici IBAN e le causali di versamento per pagare il dovuto tramite bonifico. Per incentivare il ricorso alle nuove tecnologie per l’invio di domande e istanze alla P.A, viene prevista la possibilità di pagare le marche da bollo online, anche attraverso l’uso di carte di credito.

Come si può notare, il pacchetto semplificazioni contiene semplici ma importanti novità che consentono di avvicinare l’obiettivo di avere, finalmente, una Pubblica Amministrazione davvero Digitale.

L’unico rammarico è quello relativo alla c.d. Agenda Digitale: le indiscrezioni su open data, e-government, cloud computing, infrastrutture e scuola digitale sono rimaste tali. L’articolo 47, non contiene riferimenti a eventuali interventi (anche economici) indispensabili per perseguire gli obiettivi indicati come prioritari.


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