Italia-programmi.net: l’Antitrust mette fine alle pratiche commerciali scorrette

La prassi adottata era ben congegnata e, dato il numero di persone coinvolte, difficile da scoprire. Tutto cominciava dalla ricerca tramite Google di un determinato software accompagnato dalla parola “gratis”, “gratuito” o “free”, cui seguiva come primo risultato il link al sito http://www.italia-programmi.net. Selezionando il link, il consumatore veniva indirizzato a un sito dove sotto la dicitura “SCARICALO SUBITO” venivano richiesti i dati personali utili alla registrazione dell’utente (e necessari al download del programma). 

Una volta inseriti i propri dati il consumatore concludeva, a sua totale insaputa, un contratto biennale con la società Estesa Ltd, con sede legale nella Repubblica delle Seychelles, per la fornitura di software al costo annuale di € 96,00 da pagare anticipatamente una volta l’anno. La pagina di registrazione, invero, riportava i termini dell’abbonamento con un’evidenza grafica non sufficiente a una loro immediata percezione, specie se si tiene conto della modalità con cui i consumatori vi erano indirizzati e del fatto che gli utenti erano convinti di scaricare un software freeware.

Successivamente Estesa ltd, senza dare al consumatore alcuna conferma del perfezionamento del presunto contratto, iniziava a sollecitare ai suoi “iscritti” il pagamento dell’abbonamento. In alcuni casi il sollecito veniva inoltrato appena trascorsi dieci giorni dalla registrazione, rendendo dunque impossibile l’esercizio del diritto di recesso, in altri anche prima negando il recesso a quanti lo avevano esercitato tempestivamente, ma il tenore delle richieste (in genere inviate via e-mail) era sempre il medesimo, ovvero minaccioso paventando in difetto del saldo – tramite bonifico su un conto presso una banca di Cipro – l’esperimento di azioni legali con lo spettro di ulteriori costi aggiuntivi non quantificati né quantificabili, oltre a un quid (a titolo“di commissioni di sollecito”) quantificate in 14,50 euro.
Nella rete truffaldina della Estesa Ltd pare siano caduti, oltre a quelli silenti che hanno pagato quanto richiesto al solo fine di evitare ulteriori preoccupazioni (si stima che la società estera abbia incassato diverse centinaia di migliaia di euro dal 2010), più di venticinquemila consumatori che si sono rivolti all’Antitrust inviando, tramite la Procura della Repubblica di Roma e la Polizia Postale, diverse segnalazioni. L’Autorità, con delibera adottata il 25 agosto 2011, aveva intimato in via cautelare alla società Estesa Limited (che non si è neppure costituita innanzi all’Antitrust) di cessare l’invio dei solleciti di pagamento in quanto, “in base alle prime valutazioni, essi appaiono riconducibili a una condotta commerciale che viola il Codice del Consumo”. In risposta, tuttavia, pare che lo stesso Presidente dell’Antitrust abbia ricevuto un’ingiunzione di pagamento da parte delle Estesa…

L’istruttoria, conclusasi in data 14.12.2011 (di seguito si indica il link ove reperire i documenti di interesse), ha in ogni caso accertato l’utilizzo di pratiche commerciali ingannevoli e aggressive messe a punto dalla Estesa ltd attraverso il sito http://www.italia-programmi.net e l’Antitrust ha sanzionato la società con una multa per complessivi 1.500.000 euro, stabilendo altresì che la stessa dovrà:

  • chiarire sul suo sito che il servizio reso è in abbonamento e non gratuito;

  • sospendere ogni attività di sollecito del pagamento del presunto abbonamento annuale nei confronti di quei consumatori che hanno comunicato di non aver mai voluto sottoscrivere un abbonamento, non essendosi neppure resi conto della natura onerosa del servizio offerto.

A oggi il sito internet italia-programmi.net pare abbia apportato una modifica significativa indicando, nel format ove caricare i dati personali per la registrazione, che il servizio è a pagamento, tuttavia episodi come quelli descritti sono sempre più frequenti e numerosi.

3 thoughts on “Italia-programmi.net: l’Antitrust mette fine alle pratiche commerciali scorrette

  1. Ci segnala un lettore di aver ricevuto da parte di Estesa Ltd, nei giorni successivi alla conclusione dell’istruttoria un ulteriore sollecito che qui di seguito vi riportiamo:

    “Gentile Signor XXXXX!

    ci dispiace comunicarla che, ad oggi, non abbiamo percepito il pagamento della nostra fattura  nr. FXXXXX, ed non avendo preso in considerazione le nostre comunicazione di solleciti tramite e-mails, lettere ed anche da parte del nostro ufficio recupero crediti,siamo
    costretti:

    – a fissare una udienza presso Giudice tributario tramite nostro avvocato.
    – spese a carico  Vostro per le ingiunzioni tributarie.

    Le comunichiamo che, se entro il giorno 26/03/2012 non provvedera ad effetuare il pagamento di XXX,00 Euro per la Vostra iscrizione al nostro sito fatto senza dubbio da lei come dimostrato nelle precedenti comunicazione, Le faremo fissare dal nostro avvocato la data di udienza presso il Tribunale Regionale Giudiziario.

    Al momento della registrazione, avete fornito i seguenti dati:

    Nome / Cognome: XXXXXX
    Via numcivico : XXXXX
    cap Citta’: XXXXX
    Data di nascita: XXXXX
    Telefono: XXXXX
    E-Mail: XXXXX

    Per precauzione, al momento della registrazione, vi è stato trasmesso e salvato l’ indirizzo IP. Questo appare come: XXXXXXX.retail.telecomitalia.it. In caso di indagini penali è possibile risalire dall’indirizzo  IP per identificare il computer, per vedere il tempo di applicazioni che è stato
    utilizzato, tramite le autorità competenti. Poichè i dati di connessione devono essere conservati almeno 6 mesi in base al diritto attuale, l’indagine penale è promettente.    

    Per effetuare il pagamento Le preghiamo di utilizzare le seguenti coordinate bancarie tramite bonifico SEPA o bonifico internazionale europeo :

    Beneficiario: XXXXLtd.
    IBAN: CXXXXXXXXXX
    BIC-Code: XXXXXXX
    Causale: FXXX

    Per ulteriori chiarimenti le preghiamo di contattare il nostro servizio clienti tramite e-mail o numero telefonico.

    Cordiali saluti,
    Il Team di Italia-Programmi.net
    http://www.italia-programmi.net

  2. Alla luce del tenore dei solleciti che continuano a mandare (tono minaccioso, autorità fantasiose, invio per posta elettronica, ecc.) credo sia inutile rispondere.
    L’unica certezza è che se vogliono davvero ottenere quelle somme devono agire nel foro del consumatore (e questo vuol dire cominciare “n” giudizi sparsi per l’Italia…) e instaurare un contenzioso praticamente perso in partenza. Considerando che non spendono nemmeno i soldi per una raccomandata, dubito seriamente che procederanno mai…

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