Slot machine: panoramica normativa

Il gioco d’azzardo, di cui ci siamo già occupati in questo blog, si divide convenzionalmente in tre categorie:

1) giochi a sorte (tra cui il lotto, il bingo, le slot machine);
2) giochi pronostici (tra cui le scommesse sportive e ippiche);
3) giochi skill game – giochi di “abilità” (in cui spicca il poker).

Dopo la pubblicazione, alcune settimane or sono, di due contributi sull’ultima categoria (con riferimento alla normativa nazionale e comunitaria), dedichiamo in questa sede un breve approfondimento al gioco a sorte e, in particolare, al fenomeno delle slot machine.

Dal punto di vista normativo il primo riferimento storico risale al Regio decreto n. 773/1931, cd. T.U.L.P.S., che tramite il combinato disposto degli artt. 86, 88 condiziona l’esercizio di una serie di attività (quali alberghi, locande, pensioni, trattorie, osterie, caffè, sale pubbliche per biliardi o altri giochi leciti, stabilimenti di bagni, ovvero locali di stallaggio e simili) al preventivo rilascio della licenza da parte del Questore.
Il successivo art. 110 T.U.L.P.S. stabilisce poi che:

  • nelle sale da biliardo o da gioco e negli altri esercizi, compresi i circoli privati, autorizzati alla pratica del gioco o all’installazione di apparecchi da gioco è esposta in luogo visibile una tabella nella quale sono indicati, oltre ai giochi d’azzardo, anche quelli che lo stesso Questore ritenga di vietare nel pubblico interesse, nonché il divieto delle scommesse (co. 1 e 2);
  • l’installazione di apparecchi idonei per il gioco lecito è consentita esclusivamente negli esercizi commerciali o pubblici o nelle aree aperte al pubblico, ovvero nei circoli privati e associazioni autorizzati ai sensi degli articoli 86 o 88 (co. 3);
  • l’installazione e l’uso di apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da gioco d’azzardo (ovvero quelli che hanno insita la scommessa o che consentono vincite puramente aleatorie di premi in misura superiore ai limiti fissati al comma 6) sono vietati nei luoghi pubblici o aperti al pubblico e nei circoli ed associazioni di qualunque specie (co. 4 e 5);
  • si considerano apparecchi idonei per il gioco lecito solamente quelli indicati ai commi 6 e 7.

Nel 2006 il decreto Bersani sulle liberalizzazioni (art. 38, co. 2, d. l. n. 223/2006, successivamente convertito con modificazioni e integrazioni nella legge n. 248/2006) ha contribuito al successo del settore con la modifica dell’art. 110, co. 6, T.U.L.P.S. che, nella attuale formulazione, prevede il costo massimo di € 1,00 a partita e una vincita massima pari a € 100,00, con un payout minimo del 75% (ridotto al 74% a decorrere dal 2013) calcolato su un ciclo di 10.000 partite.
La riferita novella legislativa ha segnato una tappa fondamentale e ha prodotto, quale effetto, un duplice risultato:

  • la diffusione delle cd. new slot AAMS;
  • la gestione più accentrata e controllata dei sistemi di gioco tramite il “protocollo di comunicazione comma 6a” (di cui è stato recentemente pubblicato l’aggiornamento dd. 15.02.2012) relativo ai messaggi di colloquio tra il sistema del concessionario e il sistema di controllo di AAMS.

Peraltro a seguito dell’emanazione, avvenuta in data 10 gennaio 2011, del decreto direttoriale dell’AAMS di aggiornamento del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 17.09.2007 n. 186, nel 2011 è stata attuata la liberalizzazione del gioco online a soldi veri (cd. cash game), con esclusione tuttavia delle slot machine. In conclusione, il panorama nazionale in materia di slot machine è il seguente: nonostante sia legale offrire tale forma di gioco ai propri clienti nei locali e nelle sale gioco autorizzate, non è ancora possibile farlo online nelle sale con licenza AAMS, ciò perchè le slot machine online non rientrano ancora tra i giochi fruibili nei casinò virtuali italiani.
Tuttavia, anche se per quanto riguarda la liberalizzazione online di tale forma di gioco ci troviamo in una fase di incertezza, le slot da bar stanno per essere trasformate in slot di terza generazione per contrastare la diffusione del gioco minorile, come prevedono le nuove norme di settore imposte dal governo Monti che richiedono l’adattamento del sistema sì da consentire la lettura di una carta magnetica personalizzata (che diviene strumento necessario per dare il via al gioco) contenente i dati anagrafici del giocatore. Il rovescio della medaglia è che tale attività permetterà alla Sogei un più efficace tracciamento delle giocate e, soprattutto, delle vincite.

2 thoughts on “Slot machine: panoramica normativa

  1. La ‘Carta Magnetica Personalizzata’ mi sa tanto di una di quelle soluzioni che si riveleranno controproducenti, un po’ come l’introduzione del codice fiscale per i distributori di sigarette che ha aumentato i fumatori proprio nelle fasce più giovani (in quanto è fin troppo semplice entrare in possesso di una di quelle carte, va bene anche scaduta!).
    La carta proposta da Monti, oltre a non fermare il gioco minorile, è poi assolutamente inutile in un ottica di contrasto alla ludopatia. A mio giudizio sarebbe molto meglio adottare una tessera più evoluta, come quella proposta da http://www.privacycard.it (ma credo ne esistano parecchie di simili) che riesce a annullare il gioco minorile (compreso quello online), contrasta la ludopatia e, soprattutto, rispetta i diritti del cittadino e la sua privacy.

    • In effetti pensare di risolvere il problema della ludopatia o del gioco minorile con l’utilizzo di una tessera non solo è riduttivo, ma soprattutto sottostima l’italica capacità (e fantasia) nell’aggirare gli ostacoli. D’altronde, come da Lei rilevato, non è dal mero possesso di una tessera che può in modo automatico determinarsi l’identità di un individuo e, quindi, l’idoneità al gioco.
      Peraltro, l’impiego di sistemi di identificazione a mezzo di dati biometrici per quanto più sicura nel garantire l’identità di un individuo pone diversi e ulteriori problemi, di cui ci siamo occupati in un altro contributo. In ogni caso, purtroppo, ci si dimentica spesso che le slot machine sono e dovrebbero rimanere giochi e non fonte di problemi.
      Nel ringraziarLa per il Suo contributo, porgo distinti saluti.

      Diego D’Agostini

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