Numerazione dei canali digitali terrestri: tutto da rifare!!

In un precedente contributo avevamo definito difficile l’agosto 2012 per R.T.I. colpita da pronunce sfavorevoli tanto dall’Antitrust (in via diretta), quanto dal Consiglio di Stato (in via indiretta). Della prima vicenda si è già diffusamente parlato e rinviamo al relativo post per chi fosse interessato. La seconda affonda, invece, le radici nel 2010 quando, a seguito della delega conferita con la legge n. 88/2009 (cd. legge Comunitaria 2008), è stato emanato il d. lgs. n. 44/2010 che all’art. 5, co. 2, ha modificato l’art. 32 del d. lgs. n. 177/2005 – ovvero il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici (T.U.S.M.A.R.).
Il novellato art. 32 prevedeva che l’AGCOM, per assicurare condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie, avrebbe dovuto adottare un apposito Piano di Numerazione Automatica dei canali della televisione digitale terrestre stabilendo con proprio regolamento le modalità di attribuzione dei numeri ai fornitori di servizi media audiovisivi sulla base di principi e criteri direttivi in ordine di priorità (quali garanzia di semplicità d’uso, rispetto delle abitudini degli utenti, individuazione di numerazioni specifiche per i servizi di media audiovisivi a pagamento).
L’Authority, concluso il procedimento istruttorio, con delibera n. 366/2010 (pubblicata su G. U. 8 agosto 2010) ha approvato il P.N.A. dei canali della televisione digitale terrestre (sia in chiaro che a pagamento), stabilendo le modalità di attribuzione dei numeri L.C.N. (Logical Channel Numbering) e le relative condizioni di utilizzo. In base ai criteri di ripartizione della numerazione, il Piano assegnava ai canali generalisti nazionali ex analogici i numeri da 1 a 9 nel rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti, mentre assegnava alle emittenti locali i numeri da 10 a 19 (e da 71 a 99) del primo arco di numerazione (cioè da 1 a 100). Sky Italia s.r.l. ha tuttavia impugnato innanzi al TAR Lazio la delibera AGCOM e l’allegato P.N.A. che assegnava ai canali generalisti “Cielo” e “Cielo 2”, tramite cui trasmette sul digitale terrestre, i numeri L.C.N. 26 e 131 a fronte della richiesta di una numerazione non superiore alle posizioni 10 e 11. Il TAR Lazio con sentenza n. 873/2012 in accoglimento del ricorso presentato da Sky ha annullato la delibera AGCOM n. 366/2010 e il P.N.A. nella parte in cui tra i canali generalisti nazionali includeva i canali digitali nazionali senza distinzioni tra “ex analogici” e “non analogici”.
Il Consiglio di Stato, adito a seguito dell’appello avverso la sentenza del TAR Lazio, con la pronuncia n. 4661/12 pur confermando la violazione, da parte di AGCOM, del termine minimo di giorni 30 per la consultazione degli interessati, previsto dall’art. 11, co. 1 del d. lgs. n. 259/2003 (Codice Comunicazioni Elettroniche) e dall’art. 3, co. 1, della delibera n.453/2003/Cons, ha censurato l’interpretazione data dal TAR sull’espressione “canali generalisti nazionali”. Ad avviso del Consiglio di Stato, invero, l’art. 32 non impone di inserire in tale categoria tutti i canali nazionali digitali che diffondono programmi di tipo generalista, bensì i soli canali ex analogici, anche perché solo con riguardo a questi era ragionevole ancorare il criterio delle abitudini e preferenze l’assegnazione dei numeri di L.C.N.
In ogni caso il rilevato e confermato vizio procedimentale comporta l’illegittimità del P.N.A. nonché delle successive determinazioni ministeriali attuative, di talchè ora l’AGCOM dovrà rinnovare l’intero procedimento in materia di L.C.N. tenendo altresì conto del contenuto dell’altra sentenza gemella emessa dal Consiglio di Stato (la n. 4660/12) in base alla quale i canali Music TV e Deejay Television (attualmente alla posizione 8 e 9) non possono essere inserite nella categoria delle emittenti generaliste c.d. storiche che trasmettono programmi generalisti da decenni.
Tutt’ora i giochi sono lontani dal potersi ritenere conclusi e nessuno può considerarsi al riparo: l’AGCOM, in via interinale, ha comunque adottato lo scorso 04.09.2012 un provvedimento di proroga dell’attuale P.N.A. in attesa che il nuovo piano venga approvato ed emanato (entro 180 giorni a decorrere dall’avvio della consultazione pubblica tra i soggetti interessati iniziato nella prima decade di ottobre). Gli interessi economici, e non solo, sottostanti a un posizionamento di favore sono notevoli e nessuno è disposto a cedere volentieri quanto sino a ora conquistato… anche a colpi di sentenza.

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