Geolocalizzazione: interessi e tutele a confronto secondo il Garante Privacy

UnknownNegli ultimi anni si è assistito, con sempre maggiore diffusione anche in relazione all’avanzare del progresso tecnologico, all’utilizzo di sistemi di geolocalizzazione installati a bordo di autoveicoli aziendali. L’esigenza primaria perseguita da datori di lavoro, siano essi pubblici o privati, era ed è, principalmente, quella organizzativa e produttiva della propria impresa, in uno con la tutela della sicurezza nell’ambito della fornitura di servizi di trasporto di persone o cose.
In materia è intervenuto, a più riprese, lo stesso Garante per la privacy che ha precisato la liceità nell’adozione di tale strumenti, seppure con l’osservanza di diverse prescrizioni:

a. la necessità che la posizione del veicolo non sia oggetto di un’azione di controllo continuativa da parte del titolare del trattamento, ma solo quando ciò si renda indispensabile per il conseguimento delle finalità legittimamente perseguite (principio di necessità);

b. la necessità che i tempi di conservazione dei dati personali eventualmente trattati siano commisurati tenendo conto delle finalità in concreto perseguite (principio di pertinenza e non eccedenza);

c. la necessità di designare, quali responsabili del trattamento, gli operatori che forniscono i servizi di localizzazione del veicolo, impartendo loro le opportune istruzioni in ordine all’utilizzo legittimo dei dati raccolti per le sole finalità previste dall’accordo che regola la fornitura del servizio di localizzazione;

e. la necessità di attuare quanto previsto dall’art. 4, l. n. 300/1970, ovvero il raggiungimento di un accordo con le rappresentanze sindacali o, in difetto, l’autorizzazione della competente D.P.L., per l’installazione dei sistemi di localizzazione e di comunicazione in oggetto;

d. l’opportununità di adottare un modello semplificato di informativa, quale quello individuato dal Garante, al fine di rendere noto agli interessati il trattamento effettuato mediante il sistema di localizzazione del veicolo.

Dette misure, recentemente, sono state ribadite dal Garante con il provvedimento n. 134 dell’01 agosto 2012 ove, nell’ambito della tutela dei dati personali trattati tramite un sistema di localizzazione installato su autoveicoli destinati al servizio di vigilanza, a fronte delle doglianze di alcuni dipendenti circa la violazione degli oneri di informativa e l’inosservanza dell’art. 4 l. 300/1970, è stato ribadito che:

a) il sistema che consente la localizzazione di veicoli di servizio in caso di necessità tratta dati personali dei dipendenti (segnatamente la loro possibile posizione);

b) deve essere fornita “idonea informativa agli interessati ai sensi dell’art. 13 in ordine al trattamento”, con particolare riferimento alle finalità del trattamento, all’individuazione del titolare del trattamento stesso, ai soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di responsabili o incaricati e al diritto di accesso da parte dell’interesato;

c) l’informazione fornita ai dipendenti deve essere comunicata in modo tale da consentire agli interessati “di comprendere compiutamente le “modalità” e le circostanze rilevanti del trattamento che li riguarda, con una più chiara descrizione del funzionamento del sistema installato, dei casi nei quali lo stesso può essere attivato e dei soggetti che possono venire a conoscenza dei dati. A tal fine, il titolare del trattamento, dovrebbe pertanto provvedere alla formalizzazione e alla comunicazione agli interessati di un apposito protocollo nel quale siano specificati i casi e le procedure di attivazione di tale meccanismo”;

d) l’impiego di strumenti di geolocalizzazione “consente di monitorare – ancorché non in modo continuo – la posizione del veicolo e, quindi, indirettamente, del lavoratore cui lo stesso è assegnato sì che, in caso di sua attivazione, è possibile al datore di lavoro controllare a distanza la posizione del lavoratore interessato”. Tale circostanza comporta, tra l’altro, la stretta osservanza degli adempimenti necessari ai sensi dell’art. 4, co. 2, della legge n. 300/1970, come richiamato dall’art. 114 del Codice Privacy;

e) ancorchè il sistema di localizzazione contribuisca a incrementare la sicurezza sul lavoro dei dipendenti (in ragione di quanto previsto dagli artt. 15, co. 1, lett. c), e 18, co. 1, lett. f), del d.lg. n. 81/2008), un tanto non può comportare una riduzione delle garanzie previste a tutela dei lavoratori medesimi.

Il provvedimento del Garante in esame, intervenendo su una materia quanto mai delicata e controversa, pare voglia rimarcare la necessità di garantire – in via preventiva – l’adeguata informazione degli interessati, rendendo gli stessi consapevoli dell’utilizzo e della legittimità del sistema. Trattasi di contrappesi necessari, ma molto spesso sottovalutati e sottostimati … fino a contestazione.

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