Digitale Forense. Corso base di digital forensics per avvocati.

improntaUdine, 20 Febbraio – 13 Marzo 2013

La capillare diffusione delle nuove tecnologie ha rivoluzionato l’attività forense: sono sorte nuove fattispecie di illeciti ma, al contempo, è possibile utilizzare nuovi strumenti d’investigazione.

Oggi la Digital Forensics, ossia la disciplina che si occupa dell’individuazione, dell’acquisizione e dell’utilizzo della prova digitale, non è più una materia riservata agli specialisti, ma interessa tutti gli avvocati.

Sempre più spesso nell’attività professionale di tutti i giorni, l’avvocato è chiamato a rispondere a interrogativi dei clienti come questi:

“Sono stato diffamato su internet, come posso risalire al colpevole?”

“Il mio dipendente utilizza Facebook sul luogo di lavoro: cosa posso fare?”

“Come produrre SMS ed email in una causa di separazione coniugale?”

Il presente corso (tenuto da avvocati e consulenti tecnici di pluriennale esperienza) intende illustrare i principi base della Digital Forensics, indicare le norme giuridiche più rilevanti e rispondere in modo concreto a quesiti pratici. Continua a leggere

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Il Ministro all’attacco di Facebook: come una bufala si propaga sulla rete

“IL MINISTRO DEGLI INTERNI ITALIANO HA CHIESTO ( E OTTENUTO) L’ACCESSO AI PROFILI FB. QUINDI COPIA-INCOLLA IL SEGUENTE MESSAGGIO.
Dichiaro quanto segue: Qualsiasi persona o ente o agente o agenzia di qualsiasi GENERE , struttura governativa o privata, NON HANNO IL mio permesso (tranne su richiesta esplicita e con consenso mio personale) di utilizzare informazioni sul mio profilo, o qualsiasi parte del suo contenuto compaia nel presente, compreso ma non limitato alle mie foto, o commenti sulle mie foto o qualsiasi ARGOMENTO pubblicata nel mio profilo o diario. Sono informato che a tali strutture è strettamente proibito divulgare, copiare, distribuire, diffondere o raccogliere informazioni o intraprendere qualsiasi altra azione riguardante o contro di me tramite questo profilo e il contenuto dello stesso. Divieti precedenti si applicano anche ai dipendenti, stagisti, agenti o qualsiasi personale sotto la direzione o il controllo di dette entità. Il contenuto di questo profilo è privato e le informazioni in esso contenute sono riservate al circolo di persone alle quali esso è destinato. La violazione della mia privacy è punita dalla legge.
CC – 1 – 308 -1-103. Facebook è ora un’entità quotata in borsa PERTANTO RESA PUBBLICA AZIENDA QUINDI SOTTOPOSTA AD OBBLIGO DELLA LEGGE SULLA PRIVACY.
Siete tutti vivamente consigliati di pubblicare un bando tipo questo, o se preferite, copiare e incollare direttamente questa versione. Non pubblicare tale dichiarazione almeno una volta, permette indirettamente l’uso di oggetti quali immagini e informazioni contenuti nei vostri aggiornamenti di stato pubblici.” Continua a leggere

CINDI sbarca su Facebook!

Vi segnaliamo che da qualche giorno il Centro Innovazione & Diritto è sbarcato su Facebook.

Cliccando sull’apposito pulsante in alto a destra oppure digitando direttamente nel browser l’indirizzo http://www.facebook.com/asscindi, potete accedere alla pagina di CINDI.

Qui troverete aggiornamenti quotidiani in tema diritto dell’informatica, intendendo con questa espressione quell’insieme di tematiche relative alla difesa della proprietà intellettuale e industriale, al trattamento dei dati personali e alla privacy, al diritto dell’internet, ai computer crimes, ai documenti informatici e alle firme elettroniche, alla gestione documentale e conservazione sostitutiva e, in generale, ai profili giuridici delle nuove tecnologie.

Social network e motori di ricerca: i marchi e la concorrenza sleale su internet

28 giugno 2012 – Tavagnacco (UD) 

Presso il Knowledge Center del Ditedi a Feletto Umberto in via L’Aquila 1, a partire dalle 17.30, si terrà il primo di una serie di incontri aventi a oggetto gli aspetti legali in ambito ICT.

Il seminario sarà tenuto dall’avv. David D’Agostini e avrà ad oggetto i marchi e la concorrenza sleale su internet, con particolare attenzione ai social network e ai motori di ricerca.

Verranno esaminate le ipotesi più frequenti di violazione di segni distintivi, di concorrenza sleale nell’e-commerce e di marketing confusorio, evidenziando l’importanza di una corretta gestione e tutela del proprio brand nel web 2.0.

L’ingresso è gratuito, ma limitato a 25 partecipanti, pertanto è necessario registrarsi all’evento inviando un’e-mail a: segreteria@ditedi.it.

Ulteriori info sul sito www.ditedi.it.

La tutela del Gruppo Facebook quale segno distintivo atipico

L’utilizzo di applicazioni sociali per promuovere il proprio business on line è sempre più diffuso dai venditori e, in parallelo, i consumatori si affidano con maggiore fiducia ai suddetti applicativi per condividere idee e opinioni (basti pensare che Facebook, tra l’aprile del 2008 e l’aprile del 2009, è cresciuto di circa il 700% divenendo il secondo sito più visitato della rete). Migliorare il proprio business sul web è fondamentale per le grandi e piccole imprese e saper gestire correttamente gli annunci degli esercizi commerciali garantisce una migliore indicizzazione sui motori di ricerca e altre directory on line. L’altro lato della medaglia, tuttavia, è che i social network sono diventati terreno di scontro tra le imprese concorrenti, sempre alla ricerca di nuove vie di diffusione e di maggiori tassi di sviluppo a costi contenuti. Continua a leggere

Persecuzioni alla “ex” tramite Facebook: per la Cassazione è stalking

Ci risiamo, ma dovremo abituarci: Facebook, il social network più famoso e popolato, fa ancora parlare di sé per fatti di cronaca giudiziaria.

Stavolta si tratta del reato di stalking, nel caso deciso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 25488 depositata lo scorso 24 giugno 2011 (che si pubblica integralmente in calce).

Ma cos’è lo stalking e cosa c’entra Facebook?

Con il termine “stalking” (che in inglese significa letteralmente “tendere un agguato), siintende un insieme di comportamenti molesti e continui, costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi del domicilio o degli ambienti comunemente frequentati dalla vittima, ulteriormente reiterati da intrusioni nella sua vita privata alla ricerca di un contatto personale per mezzo di pedinamenti e telefonate indesiderate, a volte dal contenuto osceno. Continua a leggere